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  • Writer's pictureCristian Tava

Auto nei borghi? No, grazie!


I borghi sono diventati, negli ultimi anni, un patrimonio culturale, economico, sociale e civile come non lo sono mai stati. Dopo decenni di esodo per favorire lo sviluppo economico dei centri commerciali e industriali e l’aumento dei servizi nelle grandi città, abbiamo deciso che finalmente i borghi dovevano tornare ad avere il loro ruolo.


I nuovi trend sociali hanno deciso che lo smartworking è una prerogativa dei borghi e che finalmente possiamo trovare un equilibrio vita-lavoro che sia anche salutare. Incredibile questa nuova visione che mette l’uomo (e il borgo) al centro dei delle attenzioni. Eppure, nonostante questa grande attenzione alla vita dei borghi e ad un (promesso e promosso) “controesodo”, la vita dei borghi non ha subito grandi cambiamenti.


Un elemento dell’arredo dei nostri borghi che non cambia sono sicuramente le auto parcheggiate. Tra i vantaggi di queste “opere d’arte” possiamo citare:

  • Colorano i borghi di tanti colori.

  • Coprono eventuali intonaci rovinati e antichi.

  • Occupano metà della carreggiata per preservare lo spazio.

  • Rilasciano calore nelle calde giornate estive alzando la temperatura di borghi senza alberi.

  • Impediscono ai visitatori di “zigzagare” nelle strade dei centri storici creando problemi alla circolazione locale.

  • Cambiano gli odori del borgo preservando quel senso di metropoli che i più cittadini sono abituati a sentire.

  • Interrompono lo scampanio fastidioso e le chiacchiere delle persone per la strada.

  • Trasformano la scelta di vivere in un borgo in un’esperienza cittadina ma con meno servizi

  • La possibilità di assistere a gare di velocità in salita nel massimo disprezzo del limite de 30 km/h


Insomma, ci sono molti motivi per cui dovremmo mantenere le auto nei centri storici ma credo che sarebbe davvero rivoluzionario per i borghi poter eliminare i parcheggi (almeno in una prima fase) mantenendo solo il transito ridotto a 5/10 Km/h. E se non ci fossero le auto cosa potremmo mettere?


In sostituzione dei parcheggi si potrebbero creare

  • Zone pedonali (marciapiede allargato)

  • Piantumazione di verde pubblico e alberi a veloce crescita per generare zone d’ombra

  • Piantumazione di aiuole con aromatiche e ad alcuni ortaggi decorativi per libero utilizzo

  • Creazione di piazzole con panche e tavoli per libero utilizzo

  • Creazione aree sosta per anziani con panchine ed arredo sociale (spazi per giocare a carte per es.)

  • Creazione di spazio ai passeggini e carrozzine per transitare senza essere schiacciati contro la parete dalle auto.


I più polemici solleveranno la questione che le auto aiutano le attività commerciali a sopravvivere. Ma a quanto pare questa teoria non ha funzionato in questi anni, le auto sono rimaste e le attività commerciali hanno chiuso.


I più istituzionali solleveranno la questione che se ne deve occupare l’Amministrazione comunale la quale ricorderebbe che non può mettersi contro i propri elettori e dare occasione ai detrattori di avere altri motivi per screditarla.


I più ecologici chiedono l’isola pedonale venendo tacciati di “eretismo sociale” in quanto l’auto è uno status symbol imprescindibile per la nostra società.


I più protettivi sosterranno che il momento della consegna dei figli a scuola con un SUV fin dentro l’androne della stessa, sia un importante momento di incontro con gli altri genitori prima di andare a lavorare nella metropoli vicina.


Quindi siamo in stallo? Proviamo ad osservare la situazione da altri punti di vista. Partiamo da alcune riflessioni. Il borgo senza le auto è un luogo magico e senza tempo: senza auto si agevola il turista, il visitatore e il residente ad una vita di qualità. Più spazio per il verde e meno per termosifoni estivi che aumentano solo l’afa. Più socialità tra le persone e più vita per le strade. La possibilità di creare piani di sviluppo commerciale e artigianale vivendo non solo lo spazio interno ma anche quello esterno.


Quindi abbiamo un vantaggio diffuso e un miglioramento dell’economia locale e sociale.


Possiamo quindi dire che, senza scomodare l’amministrazione nel prendere decisioni impopolari, sarebbe possibile che i cittadini in collettività si Costituiscano in associazione, comitato, ente per fare una semplice richiesta di “occupazione del suolo pubblico” rendendo felice anche l’amministrazione per un introito economico (o meglio ancora se quest’ultimo decidesse di patrocinare l’iniziativa potrebbe addirittura essere un atto privato con l’avvallo del Comune). Nota: normalmente l’amministrazione che concede un Gratuito Patrocinio per un evento non richiede alcun compenso in quanto attività pubblica o di pubblica utilità.


In questa condizione sarebbe possibile, con le dovute autorizzazioni, personalizzare gli spazi con accessori e arredo urbano curato dagli stessi abitanti e dai negozi per un vantaggio diffuso.


Il ruolo dell’Amministrazione comunale e le scelte della Comunità

La comunità potrebbe agire d’anticipo, scegliendo di NON parcheggiare le auto nel centro storico. Scegliendo, ovvero grazie al Libero Arbitrio che il Signore ci ha concesso, di lasciare le auto in parcheggi più periferici e di utilizzare il mezzo a minor emissione assoluta: i piedi.

Se volessimo addentrarci in acrobazie sociali ancora più ardite, potremmo immaginare che le attività commerciali, per le consegne o per la ricezione delle merci , utilizzassero dei mezzi elettrici cargo o delle cargobike anche nel caso della consegna di corrieri per l’ultimo miglio (Amazon, Zalando, e altri) potendo creare un centro di “consegna” presso uno di questi parcheggi di scambio con un container o similare.


#Borghisenzauto: perché?

In un Villaggio Saggio i borghi sono senza auto, perché la qualità della vita è molto più importante di qualsiasi cosa. Molti scrivono di come attirare gli Smartworker e i Nomadi digitali senza capire che stiamo proponendo borghi senza anima e con auto che addobbano le strade di un borgo bellissimo con secoli di storia e cultura alle spalle.


Possiamo vivere bene anche senza avere l’auto di prossimità ma con un lavoro di prossimità possiamo capirne il senso e valore di questi borghi che grondano di storie di vite passate eccellenti.


Condividi questo articolo per raccontare questa nuova prospettiva. Quando vai a vistare un borgo, ricordati di non parcheggiare sotto il Comune ma goditi una passeggiata nel corso e fermati a parlare con le persone, ascolta le storie, i dialetti, gli accenti, annusa l’aria e osserva i colori. Poi chiedi: “ma questo borgo aderisce al progetto #borghisenzauto ?”


Il progetto #borghisenzauto in sintesi

Chiediamo ai cittadini di costituirsi in comitato o associazione. Aiutiamo i negozianti a capire come migliorare lo scontrino medio con azioni di visibilità e coinvolgimento. Supportiamo il Comitato nella creazione di spazi per ospitare artigiani e artisti. Sviluppiamo insieme al comitato un progetto di arredo urbano “saggio”. Raccontiamo il vostro progetto sui nostri canali social.


Questo articolo è stato tratto da https://www.villaggiosaggio.it/. Vai sul sito se vuoi saperne di più!




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